Il 26 Giugno 2004 è stato approvato il testo definitivo dell’accordo internazionale conosciuto come Basilea 2 che stabilisce i requisiti patrimoniali minimi per le banche in funzione dei rischi assunti.
Il provvedimento ha un forte impatto sulle aziende che accedono al credito bancario.
Tutte le banche classificano la qualità del credito concesso mediante un indicatore: il rating cioè la classe di merito creditizio che misura la probabilità di insolvenza dell’impresa.
E più bassa è tale probabilità, maggiore sarà la possibilità di ottenere
il finanziamento e minore il suo costo.
Il provvedimento è entrato in vigore per tutto il sistema del credito il
1° Gennaio 2008.
Il calcolo del rating si basa sullo storico degli ultimi tre anni.
Le imprese che ricorrono all’indebitamento bancario devono dotarsi di strumenti di analisi ed applicare soluzioni adeguate per ottenere un rating non penalizzante.
La determinazione del rating ha valenza nei rapporti non solo con le banche finanziatrici ma anche con gli stakeholder, tutti gli interlocutori cioè che possono avere interesse a misurare la capacità competitiva e patrimoniale dell’azienda (fornitori, clienti, dipendenti, altri attori del sistema economico).
Per valutare pienamente ed a 360 gradi le problematiche che sono implicitamente collegate alla finanza aziendale ed alla valutazione del merito creditizio è consigliabile usufruire dell'apporto di Consulenti di Direzione ed organizzazione aziendale.
Sono infatti strettamente collegati alla finanza d'impresa i temi riguardanti
le strategie aziendali, il controllo di gestione, la comunicazione aziendale.
Strumenti per Basilea 2
Software rating aziendale
Testo dell'accordo Giugno 2004 - Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria
Convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali Nuovo schema di regolamentazione
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I rating sono in peggioramento dal 2006 al 2008 e la tendenza proseguirà. I settori più assoggettati a rischio: edilizia, abbigliamento, prodotti in metallo, maglieria, pelli, mobili in legno, calzature, tessile, alberghi e ristoranti. Nella filiera sono le imprese al dettaglio che presentano il maggiore rischio.
Articolo il Sole 24 Ore del 21/11/2009 |